Vasto, settembre
Una villa di pietra sopra gli ulivi, il rito civile con il mare alle spalle, il pontile e poi la riva, mentre il cielo passa dal rosa al blu.

Il tratto fra Ortona e Vasto ha i trabocchi, macchine da pesca di legno sospese sull’acqua, un’abbazia di mille anni sopra il mare e uliveti che scendono fino alla spiaggia.
Io vivo qui, a Fossacesia. So dov’è il sole alle sette di sera a giugno, quale spiaggia resta vuota a settembre, dove ci si ripara dal vento a ottobre. Non è una cosa che si improvvisa arrivando il giorno prima.
Il verde è ancora alto e le spiagge non sono ancora piene. La luce buona comincia verso le diciannove e dura fino alle venti e trenta.
Gli stabilimenti cominciano a svuotarsi e verso le sette di sera il cielo diventa rosa sopra il mare. È il mese del matrimonio di Vasto.
Luce bassa tutto il giorno, uliveti in raccolta, nessuno sulle spiagge. Serve soltanto un piano B per il vento.


Una villa di pietra sopra gli ulivi, il rito civile con il mare alle spalle, il pontile e poi la riva, mentre il cielo passa dal rosa al blu.
L’abbazia benedettina sopra il mare, a Fossacesia.
Il golfo, il pontile che entra nel mare, il centro storico.
Dal mare alla montagna in meno di un’ora.
Sposarsi su un trabocco, o in comune davanti all’acqua, in pochi.
Scrivetemi la data e il luogo. Vi rispondo io, entro tre ore se scrivete di giorno, e vi dico se sono libero.