Vasto, settembre
Una villa di pietra sopra gli ulivi, il rito civile con il mare alle spalle, il pontile e poi la riva, mentre il cielo passa dal rosa al blu.

Una villa di pietra sopra gli ulivi, il rito civile con il mare alle spalle, il pontile e poi la riva, mentre il cielo passa dal rosa al blu.
Una stanza con le tende tirate, il rito sulla spiaggia sotto un gazebo di tulle, il sole fra due volti sulla riva, la festa sotto le luci.
Due giornate intere, dall’inizio alla fine, nell’ordine in cui sono andate. Poi due mattine: la parte in cui ci si aiuta a vestirsi, bottone per bottone.
Una stanza, una finestra, due abiti da chiudere bottone per bottone, e un biglietto ricamato posato sul lino dove batte la luce.
Il colletto chiuso da due mani, i gemelli infilati in due, e un fiore fissato all’occhiello, fuori, fra i cipressi.
Scrivetemi la data e il luogo. Vi rispondo io, entro tre ore se scrivete di giorno, e vi dico se sono libero.