Il mio sguardo

Un matrimonio non è un servizio fotografico. È un giorno, e un giorno ha un suo ordine: comincia con delle mani che chiudono un colletto e finisce con qualcuno che balla scalzo.
Nei ritratti vi guido io, in pochi minuti; il resto del giorno lo seguo senza interromperlo, perché quello per cui mi avete chiamato succede una volta sola.
Il dettaglio non è un oggetto in posa sul tavolo. È una carezza prima di andare, i sandali appesi a un ulivo, il pontile visto da sotto, dove non c’era nessuno.
Vi consegno il giorno nell’ordine in cui è successo, dal primo bottone all’ultimo ballo. Si sfoglia come lo avete vissuto, con dentro anche quello che non avete visto.
Chi sono
Anche quelli che non avete visto.
«Il mio mestiere è esserci un attimo prima che succeda.»
Continuate a leggere
Se vi ritrovate in queste righe.
Rispondo io a ogni messaggio, e vi dico se la vostra data è libera.








